C’era una volta…

C’era una volta un uomo che, per la sua spasmodica voglia di potere, inizió a fare comizi per le piazze sfruttando il malcontento della popolazione; il periodo era di recesso per l’economia, un’ampia parte della popolazione aveva perso il lavoro perché le fabbriche, prima molto attive, avevano chiuso e il potere d’acquisto era crollato. Quest’uomo sapeva bene come attirare a se il popolo, dava loro il nemico comune, quello con cui prendersela, era colpa del nemico se non c’era lavoro, i posti disponibili erano presi dal nemico perché si accontentava della paga misera e veniva aiutato dai comunisti; i vecchi partiti erano inefficienti, pieni di persone che pensavano solo ad arricchirsi a discapito della povera gente, quest’uomo fondó un movimento che era oltre i partiti, si prefiggeva di salvare il popolo dalla vecchia politica e, soprattutto, dai comunisti che avevano lasciato che il nemico si insediasse tra il bravo popolo.

Quest’uomo nuovo aveva carisma ed era supportato da una figura oscura, molto astuta che manovrava le fila di nascosto; fondó anche una guardia fatta dal popolo per difendere il popolo, gli appartenenti alla nuova guardia speciale pattugliavano le strade e mantenevano il loro ordine in difesa dei loro cittadini.

Ci furono le elezioni e il nuovo movimento non raggiunse l’1%, ma questo gli permise comunque di far entrare in parlamento 12 suoi uomini, tra i quali figurava anche la figura oscura. Passó qualche anno e il malcontento aumentó tra la popolazione e quest’uomo sapientemente cavalcó la situazione, continuó instancabilmente a fare comizi nelle piazze, arrivando a farne anche cinque al giorno, ogni sua parola, ogni suo gesto era studiato, nulla era lasciato al caso, si infervorava, urlava e accusava i politici di non essere stati in grado di aiutare il popolo, compiacenti dei comunisti che sostenevano il nemico.

Ci furono nuovamente le elezioni e questa volta il movimento di quest’uomo prese circa un terzo dei voti, non erano sufficienti per governare e il presidente si rifiutò di dargli l’incarico di governo e mandó di nuovo tutti alle urne, questa volte il movimento dell’uomo perse circa 2 milioni di voti, rimanendo comunque una forza parlamentare importante. I risultati delle elezioni fecero gridare alla fine del movimento e dell’uomo che l’aveva fondato peró per la seconda volta non riuscirono a formare un governo così tornarono, per la terza volta in un anno, a votare e anche questa volta il movimento raggiunse un terzo dei voti; il presidente fu costretto a dare l’incarico di formare il governo a quest’uomo perché si era alleato ai socialisti e alla destra estrema avendo in tale modo la maggioranza dei parlamentari. Questo fu l’inizio della fine, uno dei primi passi di quest’uomo fu mettere a capo della polizia un suo fidato seguace per avere così il controllo della giustizia di strada.

Due terzi della popolazione erano contrari alle idee di quest’uomo, furono molti quelli che innalzarono grida di protesta ma nessuno le ascoltó, poi anche quelli che protestavano smisero di opporsi per paura delle ritorsioni, i prepotenti giovano della maggioranza silenziosa.

Quest’uomo assieme ai suoi seguaci portarono l’intero mondo in un epoca buia in cui l’orrore divenne talmente normale che nessuno vi fece più caso.

Il nome di quest’uomo era Adolf Hitler!

Quando si perde l’occasione di tacere!

“Portatele nei campi….non quelli che si coltivano però….
Quelli li ….che stavano in Germania ed Austria….
Razza di bastardi!….”

Questo è uno dei tanti commenti che seguono ad un post pubblicato dal sig.Salvini su Facebook in cui si vede il video di un servizio fatto da Striscia la notizia. Per curiosità sono andata a leggere il profilo del signore tanto civile che ha scritto cotanta sapienza e con mio grande stupore ho letto che ha dichiarato di aver frequentato Psicologia alla Sapienza di Roma. A questo punto mi sovviene spontaneamente un’ovvia considerazione: ma quale caspita di insegnamenti diamo a scuola e all’università se uno psicologo si permette di scrivere certe cose? Anche io sono stata dipendente del ministero, lavoravo da libera schiava come assistente all’università e so bene che per  la legge dei grandi numeri ad ogni appello potenzialmente passa l’esame almeno uno studente immeritevole, tuttavia mi sorgono seri dubbi sul sistema d’istruzione italiano se un laureato psicologo (sempre stando a come si qualifica tale soggetto) possa scrivere tali affermazioni.

Tra tre giorni ricorrerá il Giorno della Memoria e mi domando cosa serva avere una ricorrenza se poi nel concreto le persone non ricordano proprio nulla, anzi forse è pure peggio perché inneggiano a ciò che, in teoria, dovrebbero ripudiare. Non so se tali personaggi parlino/scrivano per totale ignoranza, oppure per moda, o per totale incapacità intellettiva, in ogni caso credo che la società tutta abbia l’obbligo di spiegare, anche in modo cruento tramite immagini e filmati reali, a partire dalle scuole di primo grado ciò a cui si va in contro quando alla ragione si sostituiscono le ideologie razziste.

Svedesi come i Bantu

Ho appena terminato di leggere un articolo di giornale riguardante l’arresto di tre giovani svedesi per stupro di gruppo ma la cosa che mi ha colpita e della quale ero completamente inconsapevole è stato leggere, a fondo articolo, i risultati di un’indagine compiuta nel 2010:  la Svezia si troverebbe al secondo posto nel mondo per percentuali di violenze sessuali  (53,2 su 100000 persone) superata solo da un piccolo stato dell’Africa del sud.

La civilissima Svezia, lo stato che, per quanto riguarda le leggi, è tra i più egualitari per i generi risulta di fatto avere un grande problema con i generi. Forse le statistiche sopra riportate sono state parzialmente falsate nei risultati perché in molti paesi le donne neppure denunciano le violenze subite,  mentre è probabile che in Svezia tutte le donne vittime denuncino e quindi, presumibilmente, lo stato scandinavo dovrebbe essere retrocesso di qualche posizione tuttavia il dato preoccupante rimane inalterato, ovvero che nel 2011 29000 donne svedesi (su un totale di 9,5 milioni di abitanti) hanno denunciato di essere state violentate sessualmente.

Come si giustifica una tale dicotomia tra le moderne leggi e le libertà personali e un atto cosi maschilista e cavernicolo? È possibile che più la società imponga la civilizzazione sulla carta e più escano fuori istinti primitivi negli uomini che li riportano a comportarsi come animali in preda agli ormoni? Che diritti, libertà, parità hanno le donne se poi gli uomini le  umiliano nel modo più vigliacco possibile, è facile, anche per un singolo uomo, avere la meglio su una donna, difficilmente una donna ha la forza fisica di difendersi dall’aggressione maschile ma questo dimostra che l’animale, la belva, l’essere ignobile è dentro alcuni rappresentanti del genere maschile siano essi nati in Africa, Asia, Europa, siano essi di religione islamica, cattolica o atei. Come difendersi da queste sottospecie di umani non saprei, non esistono leggi, non esistono controlli, non esistono corsi di autodifesa, purtroppo il pericolo esiste sempre ed è proprio dietro all’angolo della strada che stiamo percorrendo.

Vento di odio

Quanto odio può scatenare una frase: gli americani comprino americano e assumano americani. Una semplice frase ma che in bocca a troppi può diventare il nuovo motto razzista, chi decide chi è americano, magari a qualche bianco che vive negli Stati del sud può ritenere che americano sia solo l’uomo bianco, magari con la carnagione slavata e gli occhi chiari, niente di più facile è già successo in un passato non troppo lontano. In Europa tale motto è stato assorbito e tradotto in più lingue: in francese da Le Pen, in tedesco da Petry e Vilimsk, in olandese da Wilders e in italiano da Salvini.

Subito dopo il giuramento di Trump i leader delle destre populiste europee si sono riuniti a Coblenza per festeggiare e affilare le armi in vista delle singole elezioni nei rispettivi paesi. Al motto di liberiamoci dell’Europa, ristabiliamo il potere nazionale e respingiamo gli immigrati (da leggersi: rifacciamoci la guerra, ristabiliamo i nazionalismi come il nazismo e il fascismo, uccidiamo i diversi) le destre stanno cavalcando il malcontento popolare dando al popolo il facile nemico, il capro espiatorio da sacrificare sull’altare per avere il favore di Dio. Se il popolo, tanto citato, tanto amato, tanto osannato, da tutti questi politici facesse un’attenta analisi della situazione economica, sociale, cosa ha provocato le diverse crisi, chi ha giovato del tutto e chi sta ora proponendo l’alternativa alla vecchia politica si renderebbe conto che i nuovi Salvini & c0. usano vecchissimi stratagemmi e altrettante vecchie soluzioni per ingraziarsi i favori del popolo stesso.

Ricordo che a scuola il mio professore di Storia e Filosofia ci diceva che bisognava studiare la storia per evitare di rifare gli errori fatti e la filosofia per aprire le nostre menti, mi rendo conto con amarezza che o nessuno studia e ha studiato storia e filosofia o le hanno dimenticate entrambe troppo facilmente!

Una schiava del denaro

Venerdì scorso vi è stato il giuramento di Trump e uno dei momenti che ha avuto più popolarità sul web è stato l’incontro tra il presidente uscente e il neoeletto ed in particolare l’imbarazzo di Michelle Obama nel ricevere un pacchetto di medie dimensioni griffato Tiffany in omaggio da Melania Trump.

I commenti e le ilarità sono state tutte rivolte all’espressione di Michelle, la quale non sapeva dove posare il pacco per non averlo in mano durante le foto di rito; io, al contrario di molti, non vi ho trovato nulla di comico o risibile nell’episodio anzi, ho visto una donna completamente dimenticata, o lasciata in disparte, sia dal marito che dal suo staff, ho visto una donna che pensando di fare un gesto gentile nei confronti di una signore le porge un dono prezioso inconsapevole della rigida etichetta che va seguita in occasioni ufficiali. Ho visto una donna che è totalmente inesistente per il marito, che la tiene che me si tiene una bambola preziosa da mostrare agli ospiti di casa, ho visto una donna che non è in grado di prendere le distanze da un marito padrone.

Che momento triste per tutti, uomini e donne, vedere andare via dalla Casa Bianca una coppia alla pari che si teneva per mano ed entrare un padrone con la serva al seguito.

Vecchi e poveri singoli stati

L’Europa così come è oggi ha ancora molti punti da correggere e soprattutto si devono fare gli “europei”. Le generazioni più giovani possono già definirsi un popolo europeo, perché i giovani uomini e donne sono abituati a muoversi tra uno stato e l’altro nel continente europeo prima per studio e poi per lavoro, abbattendo ogni frontiera, non solo materiale, ma anche mentale; però la popolazione europea è tra le più vecchie e, se da un lato è positivo perché sintomo di benessere, dall’altro lato è proprio questa popolazione con le vecchie idee di nazionalismo che blocca la riuscita dell’Europa.

In una nuova intervista Donald Trump ha nuovamente parlato prima di riflettere e ha affermato che la Brexit è stata un’ottima cosa è che presto si augura che anche gli altri stati dell’UE si separino, ovviamente tutte le alte cariche europee hanno prontamente risposto ad una tale affermazione, compresa la Cancelliera tedesca che con Il solito aplomb ha dichiarato che tratterà con la nuova amministrazione Trump dopo l’insediamento. Purtroppo sono molti gli antieuropeisti nei confini dell’UE, molti sono i partiti che stanno cavalcando questi umori ma hanno riflettuto realmente sul panorama internazionale? Sulla Brexit ancora non si può dire se sia stata positiva poiché, di fatto, non è ancora entrata in vigore (sempre che lo entri) ma su un’eventuale ritorno ai singoli Stati europei prima dell’Unione credo si possano fare delle stime.

La popolazione mondiale è di circa 7 miliardi e mezzo di persone, la maggior parte degli stati europei hanno popolazione molto inferiore ai 10 milioni di persone (Austria, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Slovacchia, Slovenia, Svezia, Ungheria), alcuni sono sulla soglia dei 10 milioni (Belgio, Grecia, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica Ceca), solo tre stati superano i 60 milioni (Francia 66 415 161, Germania 81 197 537, Italia 60 795 612 e, per ora, Regno Unito 64 875 165). In un panorama mondiale, con nazioni emergenti, con sottosuoli ricchi di minerali, popolazioni giovani davvero qualcuno ha dubbi sul fatto che vecchie e polverose nazioni con manciate di perone ciascuna abbiano una qualche possibilità di sopravvivere? L’Europa ha ancora grandi potenziali se tutta unita, certo i singoli stati si potrebbero di volta in volta alleare tra loro come ad esempio la penisola scandinava con la Danimarca che così raggiungerebbero circa 20 milioni di persone, o l’Austria alla sempre padrona Germania quali vantaggi avrebbe portato la distruzione dell’UE? Forse qualche vantaggio lo avrebbero gli USA, per un Trump è più facile fare la voce grossa con un’economia minuscola che con un’economia importante come quella rappresentata da tutti gli stati membri uniti.

 

Sfregio alla targa di Matteotti e biglietto razzista

Durante la pausa pranzo stavo riflettendo su due fatti avvenuti in luoghi lontani e apparentemente molto diversi tra loro ma forse tanto diversi non lo sono: qualche giorno fa una cameriera della Virginia, uno degli stati del sud degli USA, ha pubblicato la ricevuta di pagamento in cui il cliente invece di scrivere l’importo della mancia che voleva lasciarle aveva ringraziato per il servizio tuttavia non voleva lasciare soldi alle persone di colore; stanotte qualcuno ha distrutto la targa posta nel lungotevere a memoria di Giacomo Matteotti ucciso da una squadra fascista il 10 giugno 1924 perché si opponeva al nascente regime.

Questi due eventi non hanno un legame diretto nel senso comune ma sono legati da un dilagante odio è un ritorno a delle ideologie populiste che già troppo male hanno fatto al mondo. Non sottovalutiamo le prime piccole avvisaglie di qualcosa che, potenzialmente, potrebbe divampare in più parti dell’Occidente causando gratuite morti. Ci sono persone vigliacche che appena si sentono legittimate a fare del male a qualcuno agiscono; queste persone giustificano l’odio verso l’altro, chiunque esso sia, con una scusa ai loro occhi plausibile. Se le ideologie populiste, che un po’ ovunque stanno dilagando, continuano a cercare consensi puntanto il dito su un nemico comune, su finti demoni colpevoli del male sarà difficile poi arrestare quella parte di popolo priva dei normali freni morali.

Mai giustificare la violenza in tutte le sue forme

Mi astengo dal commentare ciò che il presidente statunitense Trump ha dichiarato nel suo primo discorso ufficiale ma non posso non essere inorridita dai toni nonché dalle parole usate. Trovo che sia assolutamente maleducato alzare la voce in pubblico, usare parole non adeguate al contesto in cui ci si trova, offendere gratuitamente le persone invece di avere un confronto civile con esse e se queste cose vengono fatte da un personaggio pubblico in diretta televisiva e se, per di più, questo personaggio è il presidente degli USA la cosa mi preoccupa. Sono consapevole che al peggio non vi è fine e che spesso l’evoluzione non percorre la via dello sviluppo ma avere un uomo che non riesce a controllare il proprio equilibrio psichico lo ritengo ancora più pericoloso delle sue idee.

Si discute costantemente sull’educare i bambini e gli adolescenti alla non violenza in tutte le sue forme e poi gli offriamo lo spettacolo di uno degli uomini più potenti del mondo che non riesce a controllare ne la rabbia ne le parole che gli escono dalla bocca; abbiamo un serio problema perché dal punto di vista di colui che ancora non ha maturato una propria identità, anche intellettiva, vedere a quale risultato ha portato la violenza potrebbe essere un forte stimolo all’emulazione. Smettiamo di fare i perbenisti con i poveracci quando, invece, perdoniamo ogni abuso da parte dei ricchi e potenti. Pretendiamo che chi ha visibilità e potere mediatico usi toni moderati, che non superi il limite del buon gusto, che mantenga una dialettica civile. Non giustifichiamo la prepotenza e la volgarità se non vogliamo ricadere nell’oscurità morale e civile dalla quale con molta difficoltà ne siamo usciti.

Obama non miglior presidente ma miglior compagno di vita

Con l’ultimo discorso In qualità di presidente degli Stati Uniti d’America Obama ha confermato di essere certamente un gran signore. Il presidente uscente è senza ombra di dubbio un uomo intelligente e razionale ma il momento che veramente mi ha fatto commuovere è stato l’omaggio fatto alla moglie Michelle. Quelle parole, chiaramente cercate e studiate, sono le parole che ogni donna desidera sentirsi dire dal proprio compagno. La presidenza Obama sarà ricordata in futuro proprio per la coppia Barack-Michelle; un unione complice in tutto, nulla ha scalfito l’immagine della famiglia Obama. Anche in passato vi sono stati presidenti privi di scandali famigliari durante il loro mandato ma credo che in nessun caso vi sia stato un riconoscimento così plateale nei confronti della moglie. Michelle probabilmente non passerà alla storia come la first lady più glamour o quella con capacità politiche più brillanti ma, indiscutibilmente, per essere stata una compagna perfetta per il suo presidente.

In un mondo in cui la longevità dell’amore è ridotta a meno di una dozzina di anni, in un mondo in cui prevale l’egoismo dell’io, in un mondo in cui le donne sono sempre relegate al seguito degli uomini è bello sognare ad occhi aperti ascoltando:

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Attenzione a giocare con l’odio razziale!

Aspetto sempre con ansia le vacanze per poter tornare in Italia, rivedere i luoghi a me tanto cari, le persone, i colori, gli odori e rigenerarmi il cuore ma ogni volta che torno mi sembra di capire sempre un po’ meno i miei connazionali residenti sul suolo natio.

Durante queste festività natalizie i discorsi che ho sentito più frequentemente avevano come argomento comune il malumore: quanto sia caduta in basso l’Italia, l’Italia è stata invasa dagli immigrati, è impossibile vivere in Italia per i troppi immigrati, è pericoloso anche uscire la sera per colpa degli immigrati, perché non se ne stanno a casa loro che tanto in Italia non c’è lavoro neppure per gli italiani figurati per gli immigrati, perché bisogna spendere soldi per tutta questa gente che non ha diritto ad essere rifugiata e così via sempre sullo stesso tono.

Certamente la crisi economica che perdura, ormai da troppi anni, ha influito non poco al malumore popolare, altra certezza è l’enorme afflusso di persone giunte dal mare e collocate in modo precario in giro sul territorio ha aumentato l’intolleranza diffusa tuttavia, oltre alla naturale diffidenza umana verso lo sconosciuto, credo che a far crescere il livore verso l’immigrato siano anche politici e giornalisti.

Durante la mia permanenza in Italia ho avuto modo di guardare una trasmissione televisiva, dal titolo “Dalla vostra parte”, in cui, praticamente tutte le sere vi erano italiani che si lamentavano della presenza nel proprio comune degli immigrati, raccontavano le loro paure nel trovarsi “sommersi” da giovani nullafacenti e pericolosi, a queste lamentele seguivano liti, più o meno, furibonde tra politici di diverse fazioni e talvolta venivano poi mostrati caso di italiani, in evidente stato di bisogno, abbandonati dalle strutture statali troppo impegnate nell’accoglienza degli immigrati. Non voglio esprimere pareri sulle persone che si sono presentate ai microfoni utilizzando una terminologia che, come avrebbe detto mia nonna, avrebbe avuto bisogno di un lavaggio col sapone di Marsiglia ma mi permetto di riflettere sul programma. È possibile che nessuno abbia nulla da ridire su un programma televisivo che coscientemente istiga odio razziale? Nessuno si scandalizza del fatto che vi sia una televisione nazionale che mandi in onda un “format” creato per far audience cavalcando il malumore dilagante tra la popolazione e al contempo aumentando tale malumore, accrescendo l’odio è contrapponendo gli italiani agli immigrati?

Purtoppo credo siano passati troppi anni dallo sterminio affinché le persone si ricordino fino a che punto possa arrivare l’odio razziale, gli ebrei non sono stati portati ai campi di concentramento e sterminio d’emblée, l’odio verso di loro è stato istigato a partire dai primi anni Venti del XX secolo, le persone sono state convinte che se andavano a comprare un cavolo con una capriola di Marchi era colpa dei ladri e strozzini ebrei, la campagna razzista è stata subdola e crescente fino ad arrivare alla soluzione finale, che tutti noi amaramente conosciamo. Facciamo attenzione a far crescere odio razziale nelle persone perché troppo spesso mi capita di sentire persone normalissime che frequentano la Chiesa e giocano con figli e nipoti, dire <<perché le nostre navi devono salvare tutta quella gente; perché non li lasciamo in mare; perché non li rispediamo da dove sono venuti>> bè ricordo che i campi di sterminio erano stati costruiti fuori dal territorio tedesco, i tedeschi non vedevano ciò che lì dentro avveniva esattamente come gli italiani non vedono ciò che accadde in mare o lungo le coste del nord Africa.